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Insights 30 Mar 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La storia non si ripete, ma fa rima.” (Mark Twain)

Le Borse europee hanno aperto la settimana in rialzo, chiudendo vicino ai massimi di giornata dopo la pesante settimana alle spalle. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,9%, il FTSE 100 l’1,6%, il DAX l’1,2%, il CAC lo 0,9% e il FTSE MIB l’1,02%. A sostenere il rimbalzo, le dichiarazioni di Trump secondo cui i rappresentanti del regime iraniano avrebbero accettato la maggior parte di un piano in quindici punti e i colloqui starebbero procedendo bene, anche se Teheran ha continuato a respingere pubblicamente le richieste americane. Il Pakistan si sta posizionando come potenziale mediatore, senza tuttavia confermare un incontro diretto tra le parti. Gli attacchi americano-israeliani proseguono, con l’Iran che ha risposto colpendo infrastrutture economiche regionali, inclusi impianti di produzione di alluminio. Il rischio di allargamento del conflitto resta elevato: gli Houthi hanno lanciato un missile verso Israele e circolano nuove indiscrezioni su possibili operazioni di terra americane per catturare l’isola di Kharg, il litorale di Hormuz o sequestare le scorte di uranio iraniane. A supportare il sentiment ha contribuito anche la stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari dopo il brusco rialzo della volatilità di metà settimana scorsa. Sul fronte macro, l’inflazione tedesca ha mostrato una forte accelerazione a marzo, in linea con il dato spagnolo di venerdì, segnale dell’impatto immediato del conflitto iraniano sui prezzi. Il dato anticipa l’aggiornamento sull’IPC dell’Eurozona atteso martedì. I dati sul sentiment economico e sulla fiducia nell’Eurozona hanno registrato un deterioramento a marzo.

Wall Street non regge: la ripresa si arena sulle paure di crescita

Dopo un avvio positivo, Wall Street ha invertito la rotta lunedì, chiudendo in territorio prevalentemente negativo, anche se lontana dai minimi di giornata. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,11%, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,39%, il Nasdaq lo 0,73% e il Russell 2000 l’1,46%, estendendo il ribasso di venerdì scorso che aveva portato l’S&P 500 ai minimi degli ultimi sei mesi. I segnali positivi non sono mancati: le dichiarazioni di Trump sui progressi negoziali e la notizia che l’Iran ha lasciato passare più navi attraverso lo Stretto di Hormuz hanno alimentato i guadagni iniziali, così come la tregua sui rendimenti dopo la fiammata di volatilità obbligazionaria della settimana scorsa. A pesare però sono stati i timori di operazioni di terra americane imminenti, la retorica iraniana contro le proposte di cessate il fuoco, e un petrolio tornato in rialzo. I titoli difensivi hanno sovraperformato, mentre i ciclici hanno chiuso per lo più in rosso. Il posizionamento più pulito e il sentiment depresso continuano a essere citati come elementi di supporto, ma nessun indicatore segnala ancora una vera capitolazione.

Il confronto con il 2022 non regge: questa crisi è diversa

Con l’EuroStoxx 50 già in calo di oltre la metà del 20% perso durante l’intera crisi russo-ucraina del 2022, JPMorgan sostiene che i mercati stiano scontando la paura più velocemente rispetto a tre anni fa. La banca argomenta però che il cosiddetto playbook del 2022 non dovrebbe essere lo scenario di riferimento, perché le condizioni di partenza sono profondamente diverse. La crescita dell’Eurozona era sopra il 4% all’inizio del 2022, mentre oggi si attesta all’1%. La flotta nucleare francese è oggi largamente operativa, i terminali di importazione del GNL sono raddoppiati a 62 e i livelli dei serbatoi europei sono ai massimi storici. La spirale prezzi-salari che aveva alimentato l’inflazione nel 2022 appare improbabile questa volta: la crescita salariale è in calo, il mercato del lavoro mostra segnali di debolezza e le aspettative occupazionali sono vicine ai minimi da recessione, anche per l’effetto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. JPMorgan mantiene un giudizio positivo sulle azioni europee, leggendo la debolezza attuale come un’opportunità e non come l’inizio di un mercato orso strutturale.