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Insights 17 Mar 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Nelle crisi, i mercati non ragionano, reagiscono.” (George Soros)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo martedì, consolidando il recupero delle ultime sedute. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,7%, il FTSE 100 lo 0,9%, il DAX lo 0,7% e il CAC lo 0,5%. Tra i temi della giornata, un sondaggio di Handelsblatt ha rivelato che assicuratori e fondi pensione tedeschi stanno spostando i portafogli dagli Stati Uniti verso l’Europa: il 72% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto l’esposizione americana, mentre più della metà ha indicato l’Europa come la regione in cui ha aumentato maggiormente le allocazioni. Gli analisti sottolineano che si tratta di un trend lento e strutturale, in cui la diversificazione giocava già un ruolo chiave nell’anno precedente. Il tema era stato anticipato il mese scorso dal CEO di Euroclear, Urbain, che aveva evidenziato un flusso globale di capitali verso l’Europa in reazione alla turbolenza generata dalle politiche di Trump, con interesse proveniente da investitori di Cina, Medio Oriente e Asia-Pacifico. Va tuttavia segnalato che i dati aggregati di flusso di Bank of America hanno registrato la prima uscita di capitali dall’Europa nelle ultime sei settimane, un elemento che invita a leggere il trend con una certa cautela. Gli analisti azionari continuano nel complesso a sostenere il caso rialzista per la regione, con le valutazioni che restano attraenti rispetto agli Stati Uniti nonostante il conflitto iraniano.

Wall Street incassa due rialzi consecutivi per la prima volta da febbraio

Wall Street ha chiuso in rialzo per la seconda seduta consecutiva, un risultato che non si registrava dall’S&P 500 dal 25 febbraio. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,10%, l’S&P 500 lo 0,25%, il Nasdaq lo 0,47% e il Russell 2000 lo 0,67%. La seduta è stata più tranquilla rispetto ai giorni precedenti, con i mercati che hanno consolidato il rimbalzo di lunedì nonostante la persistente instabilità in Medio Oriente: l’Iran ha continuato a prendere di mira le infrastrutture energetiche nel Golfo e Israele ha nuovamente colpito obiettivi ai vertici della leadership iraniana. Il petrolio ha chiuso in rialzo ma ben al di sotto dei massimi, dopo un ribasso di quasi il 5,5% nella seduta precedente. Tra i fattori che hanno sostenuto la tenuta del mercato azionario figurano alcune dinamiche di posizionamento e copertura, il fatto che l’Iran stia consentendo il transito selettivo di alcune imbarcazioni attraverso lo Stretto di Hormuz e i segnali dell’IEA sulla disponibilità a ulteriori rilasci di riserve strategiche se necessario. Sul fronte macro, aggiornamenti positivi dal settore delle compagnie aeree hanno offerto qualche segnale incoraggiante sul ciclo economico, mentre altri comparti ciclici come i finanziari hanno sovraperformato. Il recente allentamento della pressione sui rendimenti resta un elemento di attenzione in vista della riunione della Fed.

Accordo commerciale UE-USA: intesa fragile ma significativa

Una notizia di rilievo è arrivata sul fronte commerciale: secondo Bloomberg e Politico, i legislatori europei hanno concordato martedì di procedere con un voto questa settimana sulla legislazione che recepisce parti dell’accordo commerciale UE-Stati Uniti, dopo mesi di blocco. Il passo rompe uno stallo di settimane e riflette un sostegno trasversale emergente, in particolare tra i gruppi di centrodestra e liberali, sebbene alcune componenti di sinistra e i Verdi restino cauti. L’architettura dell’intesa prevede che l’Unione Europea elimini i dazi sui beni industriali americani in cambio di un tetto del 15% sui dazi americani applicati alle esportazioni europee. I legislatori europei hanno inserito clausole di salvaguardia per gestire l’incertezza legata alle politiche di Washington, con la previsione che l’accordo non entri in vigore a meno che gli Stati Uniti non rispettino i propri impegni, e con una clausola di sospensione in caso di deviazioni americane. L’intesa è vista come un meccanismo di stabilizzazione per evitare un conflitto commerciale più ampio e offrire maggiore prevedibilità alle imprese. Restano però dubbi concreti sulla piena attuazione: le tensioni geopolitiche in corso e la posizione commerciale imprevedibile degli Stati Uniti, incluse nuove indagini che potrebbero portare a ulteriori dazi, continuano a pesare sulle prospettive di un’attuazione completa.