Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La vera incertezza non sta nei numeri ma nelle regole che li governano.” (John Maynard Keynes)
Le Borse europee hanno iniziato la settimana in ribasso: lo STOXX 600 ha perso lo 0,4%, il FTSE 100 lo 0,1%, il DAX l’1%, il CAC lo 0,2%, mentre il FTSE Mib ha segnato un rialzo dello 0,49%, sostenuto dal balzo di Enel dopo la presentazione del piano investimenti e la rotazione verso i titoli difensivi. Il mercato resta segnato dalle conseguenze del pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi imposti sotto l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), considerati illegittimi e incostituzionali, con impatto sulla politica commerciale globale e potenziali rimborsi per importatori e imprese interessate. In risposta alla decisione, l’amministrazione americana ha annunciato un aumento fino al 15% di un dazio globale sotto una diversa autorità normativa, aumentando l’incertezza sulle relazioni commerciali e sui rimborsi tariffari. Le tensioni sui dazi USA continuano a pesare sul sentiment, mentre sul fronte macro in Europa il sondaggio Ifo sul clima di business ha superato le attese e la lettura finale dell’inflazione italiana è risultata in linea con il flash. La prospettiva sul fronte monetario resta quindi positiva ovvero tassi bassi a lungo.
Wall Street affonda, tecnologia in testa alle vendite
A Wall Street la seduta è terminata in deciso calo: il Dow Jones ha perso l’1,66%, lo S&P 500 l’1,04%, il Nasdaq l’1,13% e il Russell 2000 l’1,61%. I titoli dei big tech hanno guidato le vendite, con Microsoft, Amazon, Meta e Tesla tra i peggiori del giorno, mentre la rotazione difensiva ha continuato a premiare i settori meno ciclici. Il tema dell’intelligenza artificiale ha continuato ad agire da freno sui titoli software, con scenari teorici di impatti drastici sulla produttività riportati da analisi di istituti di ricerca e banche d’affari, e il mercato ha ridotto l’esposizione al rischio evidenziando un approccio di cautela degli investitori. Il contesto macro negli Stati Uniti ha mostrato segnali misti: ordini di fabbrica in sorpresa negativa e indici manifatturieri regionali sotto le attese, mentre le prospettive sui prezzi al consumo e sulla fiducia dei consumatori restano al centro dell’attenzione prima dell’indirizzo di politica fiscale e commerciale atteso nei prossimi giorni.
Dazi globali, politica monetaria e calendario fitto
Sul fronte della politica commerciale, il pronunciamento della Corte Suprema sugli IEEPA ha riaffermato che l’autorità di imporre dazi spetta al Congresso, generando un contesto di incertezza normativa e possibili riflessi sui rimborsi tariffari e sulle future misure di politica commerciale. L’amministrazione ha reindirizzato le tariffe sotto altri strumenti giuridici, con effetti che restano monitorati dai mercati. Sul fronte della politica monetaria, le prossime sessioni di Fedspeak con interventi di esponenti come Goolsbee, Collins, Bostic e Cook saranno osservate in un momento in cui i dati economici mostrano segnali contrastanti. Il calendario macro della settimana comprende dati su prezzi alla produzione, ordini all’industria, fiducia dei consumatori e spesa per costruzioni, fornendo ulteriori input per valutare la traiettoria di inflazione e crescita in un quadro in cui le tensioni commerciali e geopolitiche restano elementi chiave di rischio.