Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Non è la forza degli eventi che decide il futuro, ma il modo in cui li interpretiamo.” (Hannah Arendt)
Le Borse europee hanno chiuso la seduta di martedì senza una direzione comune, riflettendo un equilibrio ancora fragile. Lo STOXX 600 avanza dello 0,1%, il FTSE 100 sale dello 0,3%, DAX e CAC guadagnano lo 0,1%, mentre il FTSE Mib arretra leggermente a -0,04%. A sostenere il clima contribuisce il miglioramento della fiducia degli investitori dell’area euro registrato lunedì, che continua a offrire trazione in una giornata priva di spunti dal calendario macroeconomico. Il mercato resta però selettivo. L’attenzione si concentra soprattutto sul settore tecnologico, ancora una volta influenzato dal tono positivo proveniente dagli Stati Uniti. Sul fronte societario europeo, la decisione di BP di sospendere il buyback e di apportare svalutazioni sulle attività nelle energie rinnovabili ricorda che, anche in un clima di mercato più favorevole, le dinamiche aziendali restano molto diverse da caso a caso.
Wall Street allarga, ma frena
Negli Stati Uniti la seduta si è chiusa con andamenti misti, dopo un avvio più deciso. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,10%, lo S&P 500 lo 0,33%, il Nasdaq lo 0,59% e il Russell 2000 lo 0,34%, ma gli indici restano distanti dai massimi intraday. Il segnale più significativo arriva dalla partecipazione al rialzo, con lo S&P 500 a ponderazione equa e il Dow Jones avviati verso nuovi massimi storici, sovraperformando l’indice tradizionale di circa 70 punti base. Questo movimento segnala un mercato meno concentrato sui grandi nomi tecnologici, che infatti chiudono in gran parte in calo, insieme all’area delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Il tono si è fatto più difensivo con il rialzo dei rendimenti, sullo sfondo di dati macro più deboli, delle rinnovate tensioni geopolitiche e dei commenti politici, inclusi quelli di Donald Trump sull’Iran, che hanno contribuito ad aumentare la cautela.
Fed e intelligenza artificiale al centro
Il quadro emerso resta ancorato a pochi elementi chiave. Sul fronte della politica monetaria, i commenti di Beth Hammack, presidente della Federal Reserve di Cleveland, hanno rafforzato l’idea di una fase di attesa prolungata, con i tassi destinati a rimanere invariati mentre vengono valutati i dati in arrivo, in un contesto macro descritto come resiliente e con un’inflazione attesa in rallentamento nel corso dell’anno. Mary Daly Logan, alla guida della Federal Reserve di Dallas, ha mantenuto una linea simile, indicando che eventuali tagli richiederebbero un indebolimento concreto del mercato del lavoro e chiarendo che la gestione del bilancio non rappresenta un cambio di orientamento monetario. Sul piano settoriale, l’intelligenza artificiale ha continuato a rappresentare un riferimento centrale, sostenuta dal recupero del software, dai segnali di crescita nell’ecosistema OpenAI richiamati da Sam Altman e dalla lettura positiva degli investimenti annunciati da Alphabet, interpretati come spesa strategica più che come rischio finanziario. In questo contesto, il mercato resta concentrato su politica monetaria, fondamentali societari e selettività settoriale, elementi che continuano a tenere insieme il quadro complessivo.