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Insights 5 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

L’incertezza è una posizione scomoda, ma la certezza è una posizione assurda.” (Voltaire)

Le Borse europee hanno chiuso la seduta di giovedì in calo, con lo Stoxx Europe 600 a -1%, Londra a -0,9%, Francoforte a -0,5%, Parigi a -0,3% e Milano a -1,75%. La seduta è stata ancora influenzata dalla volatilità del settore tecnologico, dove prosegue l’attenzione sulla debolezza legata all’intelligenza artificiale e sui rischi di eccessiva concentrazione su pochi player. Allo stesso tempo, il mercato continua a discutere del progressivo allargamento della rotazione settoriale, che ha offerto sostegno ad altri comparti e ha in parte attenuato l’impatto negativo sulla regione. Gli annunci di forti investimenti da parte di Google hanno pesato sul titolo, ma sono stati letti come un segnale costruttivo per l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale. Sul fronte della politica monetaria, la Banca d’Inghilterra ha lasciato i tassi invariati, ma con una divisione interna più equilibrata del previsto, 5 voti a favore e 4 contrari, accompagnata da una revisione al ribasso delle previsioni di crescita e inflazione. Anche la Banca centrale europea ha confermato i tassi, ribadendo un approccio basato sui dati e sulle singole riunioni. Tra i dati macro, spicca il forte aumento degli ordini industriali in Germania, in crescita per il quarto mese consecutivo, mentre la produzione industriale francese è scesa a sorpresa e le vendite al dettaglio dell’area euro hanno deluso le attese.

Wall Street appesantita dal lavoro e dal software

Negli Stati Uniti, i listini hanno chiuso in ribasso, con il Dow Jones a -1,20%, lo S&P 500 a -1,23%, il Nasdaq a -1,59% e il Russell 2000 a -1,79%, pur restando lontani dai minimi di giornata. L’indice equiponderato dello S&P 500 ha tenuto meglio, limitando il calo allo 0,9%, a conferma di una pressione concentrata su pochi grandi nomi. Il settore tecnologico è stato il principale freno, con Microsoft e Amazon tra i titoli più deboli, mentre Google ha recuperato parte delle perdite iniziali. Il software ha sottoperformato nettamente i semiconduttori, penalizzato dal rinnovato confronto competitivo nell’intelligenza artificiale. Il tema dominante della giornata è stato però il raffreddamento del mercato del lavoro, con le offerte di lavoro ai minimi dal 2020 e un forte aumento dei licenziamenti annunciati, dati che hanno favorito un deciso movimento sui titoli di Stato e hanno ridotto lo slancio della rotazione ciclica che aveva sostenuto il mercato nelle settimane precedenti. In questo contesto, la combinazione di posizionamenti affollati e minore partecipazione degli investitori al dettaglio ha accentuato la pressione sugli indici.

Banca centrale europea prudente tra cambio e inflazione

La Banca centrale europea ha mantenuto i tassi invariati per la quinta riunione consecutiva, senza sorprese nel comunicato ufficiale. L’istituto ha sottolineato un quadro ancora incerto, segnato da tensioni geopolitiche e da un contesto commerciale complesso, ribadendo che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi intorno al 2% nel medio termine. Secondo Francoforte, l’economia dell’area resta resiliente, con disoccupazione contenuta e bilanci del settore privato solidi, mentre i precedenti tagli dei tassi continuano a fornire supporto. È stato confermato l’approccio dipendente dai dati, con decisioni prese riunione per riunione, includendo tra i fattori di valutazione anche l’andamento del tasso di cambio. Il recente rafforzamento dell’euro, tornato sopra 1,20 dollari per la prima volta dal 2021, resta sotto osservazione, anche se gli indicatori salariali continuano a rallentare e potrebbero attenuare le pressioni sui prezzi dei servizi. A fare da contrappeso restano la volatilità delle materie prime e i segnali di possibili tensioni sui prezzi emersi dagli ultimi indicatori congiunturali.